La responsabilità postmoderna nella pratica clinica
9 - 10 ottobre 2009
Galleria d'Arte Moderna
via Magenta angolo c.so Galileo Ferraris, Torino
Se il pensiero cibernetico si interroga sull’etica non può che farlo a partire dal fondatore della cibernetica di secondo ordine, Heinz von Foerster, cui dobbiamo la seguente, incisiva, definizione: “Etica = ‘Come’ parlare; non si può parlare dell’etica senza fare moralismo”. E’ evidente il richiamo al pensiero dello zio, Ludwig Wittgenstein, che nel 1921 scrisse “E’ chiaro che l’etica non può formularsi”.
Eppure, come psicoterapeuti, non possiamo non interrogarci sull’intreccio tra problematiche etiche e pratica clinica. E questa necessità appare ancor più urgente oggi, quando il venir meno di ogni certezza relativa ai criteri stessi di ‘oggettività’ ci costringe ad interrogarci sulla responsabilità delle scelte epistemiche oltre che delle scelte cliniche, e a rivisitare quindi la nostra pratica mettendo in discussione i presupposti e le logiche secondo cui la approcciamo.
Queste due giornate non si propongono
certo di affrontare questioni deontologiche o di proporre un’etica
di tipo ‘normativo’. Vorremmo piuttosto riflettere,
con i relatori e con i partecipanti, su come la condizione post
moderna comporti una ineludibile assunzione di responsabilità
soggettiva relativa alle scelte implicite che guidano il nostro
conoscere/agire: e ciò sia per lo psicoterapeuta che per
il paziente.